Vauro Senesi

Noto semplicemente come Vauro, disegnatore e giornalista pistoiese. Fondò Il Male insieme a Pino Zac, di cui era allievo.  Ha pubblicato vignette su tutte le principali riviste satiriche, da i Quaderni del Sale a Cuore, comprese riviste straniere l'Echo des Savanes e El Jueves. Ha collaborato anche col Corriere della Sera, Smemoranda e Il Manifesto. nel 1996 ha vinto il Premio Satira politica di Forte dei Marmi. Ha subito numerose denunce e condanne per le sue vignette, una delle quali per vilipendio alla religione cattolica. E' stato sospeso dalla RAI per una sua vignetta mostrata al termine della trasmissione AnnoZero. La sospensione durò una sola puntata della trasmissione, in seguito anche a numerose proteste di vari esponenti politici.
Collabora con Emergency ed è inviato di Peacereporter, partecipa a mostre di fumetti  realizzate in  collaborazione con L'ARCI.





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Il Male

 

IL MALE

 

 Giugno 1978. Un mese prima, i funerali di Aldo Moro. Il momento più cupo degli anni di piombo. In edicola circola un' edizione straordinaria di La Repubblica: una foto con le facce impietrite dei dirigenti democristiani e un titolo angosciante a caratteri cubitali: LO STATO SI E' ESTINTO. Chiuse le Camere, il Presidente della Repubblica abbandonava il Quirinale, il giornale chiudeva, e il direttore Scalfari spiegava le ragioni della chiusura.
Il giorno dopo, un infuriato Scalfari telefonava alla redazione de Il Male minacciando querele. I testimoni ricordano la felicità di tutta la redazione alla notizia della minaccia di denuncia. Scherzo perfettamente riuscito, Il Male,  giovane rivista di satira politica, balzava alla ribalta della cronaca. Fondata da Pino Zac quello stesso anno, sulle ceneri de i Quaderni del Sale (sembra sia stato il distributore della rivista a pretendere il cambiamento di nome), si avvalse di collaboratori come Vauro,  Vincino, Cinzia Leone, Karen, Angese, Pazienza, Tamburini e molti altri, compresi i francesi Reiser, Wolinski, Topor. Molti dei collaboratori daranno in seguito vita a Cannibale e Frigidaire.
Il Male fu una delle più trasgressive riviste dell'epoca, e ancora oggi meraviglia  per l'estrema libertà di linguaggio. Fu diretta per un certo periodo anche da Forattini, in nome della libertà di stampa. In realtà, per quanto gran parte dei collaboratori fossero di estrazione politica ben identificabile, per loro stessa ammissione, c'era molta meno politca di quanto sembrasse, nelle pagine del  Male. All'atto pratico, si trattava soprattutto di giovani scatenati che il direttore lasciava senza freni, autorizzandoli a dare libero sfogo a tutte le loro tendenze anarcoidi, con l'atteggiamento sbracato che in fondo è proprio dell'età giovanile. Nessun rispetto particolare, per niente  e per nessuno, con la volontà  di infrangere ogni regola imposta ed ogni dogma. Il risultato furono centinaia di denunce per oltraggio a qualsiasi cosa, e sequestro di un numero sì e l'altro pure. Uno dei collaboratori, di recente, ha chiarito che in fondo la loro intenzione non era tanto quella di mettere alla berlina i costumi e i vizi della società e della politica italiana, quanto quella di divertirsi e sbeffeggiare la realtà, anche scrivendo "enormi bugie". Il fatto è che poi la realtà faceva di tutto per trasformare quelle bugie in verità. Un esempio tipico, il numero in cui Tersite (pseudonimo di Vincenzo Sparagna, uno dei principali collaboratori, poi nume tutelare di Frigidaire), riferiva di una lettura della mano fatta ad Aldo Moro, in cui  si prevedeva per lui una carcerazione e una brutta fine. Era solo uno scherzo, una beffa innocua, ma ecco che la realtà poi fece di tutto per trasformare la burla in uno scandalo... Lo stesso Sparagna, nel suo libro Falsi da ridere, ricorda: fu da quel momento un giornale vero/falso o falso/vero. Più scrivevamo enormi bugie, più scoprivamo che si trattava di forme ellittiche della realtà, meno false di tante cronache recenti.
Spirito in gran parte goliardico quindi, accentuato dalla tendenza al linguaggio volgare e alla pornografia, eppure in grado di apparire come una minaccia, perché capace di smascherare la realtà più di tante cronache. I "falsi giornali" furono forse il capolavoro della rivista. L'idea nacque casualmente, da un grafico, Marcello Borsetti. Il menabò del Male veniva schizzato su giornali completamente bianchi. Il formato era particolare. Si trattava in pratica di un giornale ripiegato in due, con le due facciate della piegatura che venivano utilizzate come copertine, ma, quando lo si apriva, il paginone centrale diventava la prima pagina del giornale. Nacque così l'idea: utilizzare il paginone centrale come prima pagina di falsi quotidiani di analogo formato, come La Repubblica e Paese Sera. Ma perché il falso fosse perfetto, non doveva solo imitare una prima pagina: il falso, l'imitazione, sono gli strumenti più antichi della satira, ma per noi non si trattava solo di un gioco fine a se stesso: era come annusare l'aria, intuire uno stato d'animo diffuso, un'aspettativa (A. Pazienza). Insomma non bastava imitare perfettamente l'aspetto esteriore. Un vero falso va incontro anche ad un' esigenza, ad un'aspettativa di chi lo deve acquistare. Ecco allora il formidabile  falso del Corriere dello Sport: l'Italia è fuori dai mondiali? Nel falso si comunica che i mondiali sono annullati.  E il direttore, Tosatti, che si infuria come Scalfari per lesa dignità sportiva... La base del PCI non  ne può più del compromesso storico e degli accordi con la DC? Ecco un numero di Paese Sera dove si manda al diavolo definitivamente la Democrazia Cristiana. Ma cos'è che faceva infuriare i direttori? Probabilmente il fatto che le notizie clamorose erano accomapgnate da articoli assurdi e surreali, ma scritti in vero stile  seriamente giornalistico. I falsi mettevano a nudo il meccanismo delle notizie, svelavano come si poteva costruire l'informazione ...


 

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Anno II numero 31

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Il Male. Settimanale politico di satira, anno II, n. 31, 15 agosto 1979.
Giornale di 16 pagine a colori, ripiegato al centro.
Unito: Una flebo per due, fotoromanzo inedito di 16 pagine, interpretato da Cristiana Mancinell, Renato Mambor, Victor Cavallo e Beniamino Placido.
L'insieme è in buone condizioni.


Numero estivo, dedicato in gran parte al governo Cossiga, appena insediatosi, e ai suoi ministri. Ma soprattutto da rimarcare l'inserto, un fotoromanzo dove si narra della travagliata storia d'amore tra una giornalista di Lotta Continua e uno dell'Unità. Storia ostacolata da tutto e da tutti, ma a lieto fine. Tra i protagonisti del fotoromanzo, Beniamino Placido e Cristiana Mancinelli, l'attrice che aveva interpretato Antonia in Porci con le ali.
 


CRISTIANA MANCINELLI, IL FOTOROMANZO DE IL MALE, E IL SENSO DI UNA GENERAZIONE
Intervista a Teledurruti, la televisione monolocale di Fulvio Abbate


 

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