Il Guerino modificò il proprio formato, ingrandendolo, col numero 6 del 1910. Nel 1926, quando era ormai divenuto di otto pagine, modificò nuovamente formato e presentazione, e aggiunse tra i collaboratori Amerigo Bartoli, Carlo  Bisi, Girus (Giuseppe Russo) e Carlo Bazzi, personalissimo disegnatore, chiaramente influenzato dal futurismo. Nel 1932 si aggiunsero anche Roberto Sgrilli, Gino Balbo e Giorgio Tabet, il quale, essendo ebreo, fu costretto a lasciare non firmate le sue vignette. A questi si aggiunse poi il grande Angoletta.
Nel 1937 il Guerino tornò all'antico formato e due anni dopo uscì dall'orbita del Corriere della Sera, sotto la direzione di Mario Buzzichini, che volle dare un carattere più moderno al periodico. Sopravvisse fino al 1943, con alterne fortune. Fu poi riproposta da Manca nel 1945, ma durò  circa un anno.


 


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Guerin Meschino

Guerin Meschino

Il Guerin Meschino nasce a Milano, nel febbraio del 1882, fondato dai fratelli Pozza, ed era l'erede de Lo Spirito folletto, testata  umoristica ormai superata e senza più vigore. Fin dall'inizio fu  concepito come un settimanale moderno, che sfruttava al meglio le nuove possibilità di riproduzione delle immagini.  Alla fine dell'800 si verificò infatti una delle poche vere rivoluzioni nella storia delle tecniche di stampa: dalla fotografia derivò la zincografia, una tecnica di fotoincisione che liberava gli stampatori dalle complicazioni della litografia. Un primo tentativo di stampa intermaente fotografica era già stato fatto nel 1860 da Paul Pretsch. Successivamente, Moss a New York e poi Firmen Gillot a Parigi, nel 1872, perfezionarono la tecnica di fotoincisione, che comprave subito dopo anche a Torino. La rivoluzione interessò soprattutto i giornali illustrati, i quali videro scomparire tutte le lungaggini proprie della litografia, che imponeva un uso spesso estenuante di mezzi toni e sfumature, e la necessità di due fasi separate di stampa, una per le immagini e una per il testo. Con le nuove tecniche si poteva facilmente riprodurre anche il disegno al tratto, liberando non poco la fantasia di molti illustratori, e in particolare dei vignettisti umoristici, in grado di esprimersi efficacemente con pochi dinamici tratti, fino ad allora oppressi dalle necessità tecniche della litografia. Per di più, le nuove modalità consentirono una maggiore tiratura e, di conseguenza, una maggiore diffusione delle testate nel territorio della nuova Italia unita.
Il primo periodico che grazie ai nuovi procedimenti riuscirà ad acquisire  iportanza nazionale sarà proprio il Guein Meschino. la particolarissima testata, quasi indecifrabile, al punto che i milanesi  lo chiamavano "Quel giornal col nom che se capiss nagott" fu elaborata da Luigi Conconi (Milano 1852 - 1917) partendo da una caricatura di Tranquillo Cremona, il cui originale era di porpietà di Dossi, il quale la prestò al Conconi, ma non la rivide mai più...
Un momento importante per il periodico fu l'arrivo al Guerino di Amero Cagnoni (Milano, 1855-1923), disegnatore -noto anche per la sua collaborazione alla rivista Ars et Labor di Ricordi, che personalizzò graficamente la pubblicazione, infondendole un carattere inconfondibile, al quale si dovettero poi adeguare anche  Mazza e Manca, costretti a modificare il proprio  stile per uniformarlo a quello del Guerino.

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Guerin Meschino
Raccolta numeri del 1906
Prezzo: EUR 200.00
Stock: 1

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Guerin Meschino
Numeri anno 1907
Prezzo: EUR 200.00
Stock: 1


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