| Gino Bionda |
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GINO BIONDA La pittura come scelta di vita ... una storia che potrebbe essere un filmGino Bionda 1919-1986
Acquerelli e gouaches
“ «Questo italiano [di Gravellona], prima veterinario, venuto a Parigi, ha coperto migliaia di minuscoli fogli di carta (il più delle volte utilizzando il retro delle famose sigarette francesi "blu". Migliaia di disegni e di acquerelli usciti dalla sua immaginazione appassionata. Come un tempo Klee, egli esplora il mondo innumerevole delle forme con un senso incredibile dell’invenzione.» ”
Luigi (Gino) nasce il 23 agosto 1919 a Gravellona Toce da Carmelina Cristuib e Paolo Bionda. Compie gli studi superiori presso il collegio Rosmini di Domodossola e quelli universitari a Milano. Durante gli studi, manifesta la passione per il disegno.
Dopo l`interruzione bellica, nel 1946 si laurea in veterinaria. Esercita la professione di veterinario in modo provvisorio e nel 1955 si in Francia per trovare un incarico stabile.
A Parigi sceglie definitivamente ed esclusivamente l`impegno artistico. Qui si stabilisce ed espone diverse volte presso la Galleria Jacques Massol.
Nel 1974 ritorna a Gravellona Toce, dove stabilisce il suo studio in Via XX Settembre e continua a dipingere fino a pochi anni prima della morte.
Muore il 17 febbraio 1986.
Esposizioni principali
1969 Galerie Jacques Massol Parigi
1972 Galerie Jacques Massol Parigi
1976 Club Amici dell`Arte Milano
1977 Galleria Silvano Spriano Domodossola
1978 Biblioteca Civica Gravellona Toce
Opere in Collezioni e Musei
Musèe De La Ville de Luxembourg
Musèe De La Ville de Paris
Collezioni private Lussemburgo
Collezioni private Parigi
Collezioni private Losanna
Collezioni private Tolosa
Collezioni private Marchioni Omegna
Collezioni private Giacomini Omegna
Collezioni private Alberti Omegna
Critica
Le Monde, 11 gennaio 1970
L`istinto scopritore di Jacques Massol riceve una ricompensa particolare con l`esposizione di Bionda e gli si deve forse ancora più riconoscenza, poichè egli è in parte responsabile dell`ultimo accostamento di opere di piccolo formato esposte e d`una presentazione retrospettiva che ricostruisce l`intinerario dell`artista per confermare la maturità di una visione originale.
Bionda ha abbandonato l`Italia e la sua professione di veterinario da circa vent`anni.
Egli accumula su supporti a piacimento (scelti per le loro caratteristiche fra gli imballaggi che egli colleziona) migliaia di disegni e di acquerelli spontanei, quasi automatici, visibilmente contradditori nella loro concezione e composizioni di una più grande ampiezza.
In armonia colorate, esseri fantastici, più vicini all`espressione e al bestiario di Klee che a certo Max Ernst, vi fissano con la loro moltitudine di occhi, appelli forse alla comunicazione di una personalità introversa che sa trascendere la dimensione maniacale della sua ricerca, per situarla a livello di opera d`arte.
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La pittura come scelta di vita ... una storia che potrebbe essere un film



