| Descriptione completa: |
EXPERTISE
Vista di Moret-sur-Loing, nei pressi di Fontainbleau. Il dipinto mostra una suggestiva vista di Moret sur Loing, un borgo medievale ricco di storia e di monumenti, che si trova sul Loing, affluente della Senna, vicinissimo alla foresta di Fontainbleau, diventando al contempo citazione romantica alla maniera della scuola di Barbizon e omaggio al suo fondatore spirituale Charles-François Daubigny, (Parigi 1817 - Parigi 1878). L’atmosfera tersa e i giochi di colore e luce, perfettamente realizzati con colori puri collocano il dipinto nella produzione di Karl Daubigny (1846-1886), figlio di Charles-François, che continuò la tradizione del padre.
Karl Daubigny seguì gli insegnamenti del padre e portò ai massimi livelli la pittura en-plein-air che tocca il suo acme nella realizzazione dei giochi d’acqua, che di lì a poco non mancarono di ispirare gli Impressionisti. La storia dell’artista, infatti, si intreccia con la nascita del famoso movimento (che suo padre patrocinò sin dagli esordi delle esposizioni al Salon di Parigi) prendendo le mosse dalla scuola paesaggistica di Barbizon, conosciuta per gli effetti naturalistici raggiunti dai suoi componenti e per la normalizzazione della tecnica all’aria aperta.
Indagando sulla tecnica e sui materiali usati possiamo con certezza ascrivere il dipinto alla tarda produzione di Karl in primo luogo per la scelta e l’uso delle tinte. Il supporto è costituito da telina molto rada, di cotone non tinteggiato, preparato a gesso e colla animale con l’aggiunta di terra naturale per conferire direttamente alla preparazione il colore grigio di fondo necessario per la realizzazione del cielo, in linea con le produzioni della scuola Barbizonniana e con le esigenze di rapida asciugatura dell’imprimitura. Per la realizzazione dei colori l’artista usava solo terre pure mescolate con olio di papavero (riscontrabile dalla pesante ossidazione grigia degli azzurri e dei verdi, meno stabili) e poco solvente altamente volatile, interveniva interveniva direttamente sulla preparazione della tela.
Passiamo ora all’analisi del dipinto sia dal punto di vista dei materiali pittorici che dello stile pittorico. Per comodità di esposizione dividiamo il dipinto in tre fasce orizzontali:

A- Gli azzurri del cielo sono realizzati tramite terra ombra naturale e bianco in quantità differenti per ottenere la profondità dell’orizzonte. Dal punto di vista pittorico le pennellate rimandano al lavoro del padre Charles Daubigny, “L'abreuvoir” , opera del 1870 (olio su tela cm 23 x 33, venduto all’asta presso la Swann Galleries di New York il 12 giugno 2008 - Euro 3900), che influenzò parecchio il lavoro del nostro soprattutto nella resa pittorica delle atmosfere. (Si noti il paragone tra la fascia A del nostro dipinto e la corrispondente A del dipinto a fig. 2)

Tornando all’analisi del nostro dipinto prendiamo ora in considerazione la fascia mediana contrassegnata dalla lettera B:
B- L’orizzonte è reso mediante l’uso combinato di terra bruciata, giallo ocra e grigio di fondo, stesi a velature successive all’essiccazione della prima stesura. L’artista riesce così ad ottenere una profondità maggiore attraverso la creazione di una prospettiva aerea, senza insistere con pennellate mirate, ma riuscendo a definire la luce e i volumi attraverso il sapiente uso del medio. Nella parte alta della fascia che stiamo considerando notiamo un altro elemento caratteristico che ci convince ulteriormente dell’attribuzione al Karl Daubigny, che consiste nella resa pittorica delle acque e degli elementi che vi si specchiano. Karl aveva portato alle massime conseguenze la tecnica nella realizzazione degli spazi lacustri raggiungendo punte di massimo realismo che ispireranno ancor più dei lavori del padre, l’opera degli impressionisti. Possiamo collegare direttamente la fascia che stiamo esaminando con quella contrassegnata dal numero 2 della fig. 3. Si tratta di un’opera di Karl Daubigny, Bord de rivière del 1883 (olio su tavola cm 35 x 57, venduto all’asta presso la casa di vendita Leroy Alain di Parigi il 15 marzo 2008, Euro 1800).

In ultima analisi dobbiamo confrontare il nostro dipinto con un lavoro di Karl , View of Moret sur Loing, near Fontainebleau realizzato nel 1869 (con buona approssimazione in contemporanea con il nostro ), venduto il 12 ottobre del 2005 presso la Sotheby’s di Londra (Euro 6550). Mostra lo stesso identico modo di realizzare la luce dell’alba con l’uso di rossi e giallo ocra, in grado di regalare una luminosità brillante e al contempo diffusa. Identico il modo di realizzare il fogliame ed il loro riverbero nelle acque, identico ancora lo scorcio scelto per questo dipinto.
Guardando la figura n° 4 possiamo rilevare quanto detto nella parte della griglia contrassegnata con il n° 4, da paragonare con la lettera C della fig. 1.
Nel riquadro evidenziato in giallo, contrassegnato dalla lettera V nella fig. 4, si può notare il particolare dello scorcio che, ingrandito e particolareggiato, ritroviamo nel nostro. La freccia P indica, infine la direzione del punto vista utilizzato dal nostro rispetto al dipinto di fig. 4.

Per maggiore precisione riportiamo i due particolari dei dipinti :

Artista: attribuito a Karl Pierre DAUBIGNY (1846-1886)
Epoca: 1870 circa
Fattura: olio su tela
Dimensioni: solo tela cm 70 x 47; con cornice cm 84 x 61; la cornice è spessa cm 2
Condizioni: il dipinto è in buono stato di conservazione. Esso mostra tracce di restauro di epoche precedenti nella parte alta. Esso è dotato di cornice originale realizzata in legno e gesso, con doratura ad oro fino, restaurata.
Il restauro della cornice ha riguardato:
- il fregio angolare in basso a destra che mostrava una maldestra ricostruzione in epoche recenti.
- il pastello interno aveva cadute in più parti che sono state ricostruite
- le fasce centrali che presentavano due mancanze hanno comportato un problema maggiore nella scelta dell’intervento da realizzare: o ridorare l’intera parte (già molto usurata) o reintegrare solo le lacune. Si è optato per quest’ultima tipologia lasciando ben visibile l’originaria consunzione dell’oro ed il bolo sottostante a quest’ultimo. Il passo successivo ha riguardato la patinatura al fine di “intonare” la nuova con la vecchia doratura e di smorzare l’intensità luminosa della nuova foglia brunita.
Conclusioni: in base alle analisi dei materiali, dei supporti, della tecnica pittorica e dell’iconografia nonché del soggetto il dipinto è ascrivibile alla produzione di Karl Pierre Daubigny (1846-1886).
Se ne attesta l’autenticità e la lecita provenienza
Pompei, lì 14 gennaio 2008
Maria, Rita Vaiano
|