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Salgari - Illustratori

Illustratori salgariani


Copertina

Una copertina a colori, che costituiva  il massimo del lusso possibile, e tante immagini in bianco e nero. Non avevano molto di più  a disposizione gli illustratori che si sono via via alternati a rappresentare  per immagini il favoloso e variegato universo salgariano. Le illustrazioni interne erano spesso disegni all'acquarello in nero, riprodotti solitamente in xilografia, talvolta arricchiti da una tinteggiatura ocra o verde-azzurro. Se gli illustratori sono tutti piuttosto noti, si sa ben poco invece degli incisori delle lastre, che pure spesso lasciavano le loro sigle sulla lastra stessa e sembrano essere in genere di area toscana.
All'epoca, il mondo della "grande" arte considerava gli illustratori poco più che semplici artigiani, e non raramente gli artisti che si dedicavano a questa attività lo facevano solo per riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena. Più apprezzati erano quegli illustratori che si dedicavano ad esaltare sulle pagine le glorie della storia patria, gli altri erano visti come semplici decoratori. A parte qualche eccezione, solo di recente c'è stata in Italia una netta rivalutazione dei "figurinai".
Nella storia dell'illustrazione italiana, una pietra miliare è costituita dalle tavole dei primi disegnatori salgariani. La limitatezza dei mezzi a disposizione non deve costituire  elemento di pregiudizio. In realtà questi illustratori avevano a disposizione tutto il patrimonio creato dalla inesauribile fantasia di Salgari, con in aggiunta una libertà espressiva che, come ha notato Chiara Bonfanti, i rappresentanti della "grande arte Accademica" nemmeno si sognavano. I primi illustratori crearono un vero e proprio "stile" salgariano, che sarebbe servito come modello per tutti quelli e  venire. Le loro tavole furono ripetute in decine di edizioni successive, spesso in numero variabile di volta in volta, a seconda delle possibilità dell'editore, e con quella caratteristica particolare di non essere legate ad una specifica pagina di testo: queste illustrazioni quasi mai sono "di fronte" alla pagina nella quale si trova l'episodio descritto, ma rimandano ad un'altra pagina. Questa caratteristica, che forse ha lo scopo di stimolare la lettura del testo, di incuriosire, si è poi imposta anche in altre opere illustrate.
Si sa che Salgari spesso lavorava a contatto diretto con gli illustratori delle sue opere, molti dei quali erano suoi amici, già durante la fase di scrittura dei suoi romanzi. Le immagini e la trama venivano create contemporaneamente. Se è evidente però l'apporto della fantsia di Salgari, meno noto è quanto  il vedere quelle immagini abbia influenzato Salgari stesso, contriobuendo allo sviluppo della trama e dei suoi dettagli. L'influemza era cioè reciproca, andava nei due sensi.  Fatto sta che romanzi e immagini che li accompagnavano sono nati contemporaneamente e l'iconografia salgariana risulta  in un certo senso codificata fin dall'inizio, tanto che esiste un tratto comune, pur con le evidenti differenze di stile, che unisce tutti i primi illustratori salgariani.
In più, è stato fatto notare (Faeti) che sia Salgari che i suoi illustratori furono influenzati dai favolosi racconti di viaggio che si trovavano nelle riviste popolari per famiglie, dove elaborazioni alquanto fantasiose arricchivano le cronache di viaggi reali, contribuendo a creare il mito dell'Oriente misterioso. Brevi cronache di viaggiatori, talvolta semplici notizie di agenzia, venivano arricchite a tavolino in modo da offrire a un pubblico affascinato narrazioni pseudo.scientifiche dove si parlava di luoghi misteriosi, di riti violenti, di tribù dedite costantemente al cannibalismo.
Gli illustratori salgariani si impegnarono a rendere visivamente questo mondo particolare, nel quale elementi storici e realistici sono appena toccati, e subito trasfigurati. L'opera di Salgari nasce già per essere accompagnata dalle immagini, e forse è proprio per questo che si è anche prestata efficacemente a riduzioni cinematografiche, televisive, e fumettistiche.


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