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Cronologia
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Prima dell'invenzione della stampa Preistoria, età antica, Medioevo

Lascaux

ETA' ANTICA

 

  •  La più antica biblioteca della quale si ha memoria fu fondata a Memphis, in Egitto. Si sa per certo che anche gli Ebrei cominciarono molto presto a raccogliere libri nei loro edifici sacri e risulta che Nehemiah, autore di molte riforme e ricostruttore  della città,  fondò una biblioteca pubblica a Gerusalemme.
  •  Anche l'ateniese Pisistrato (m. 528 a. C. circa), durante i vari periodi in cui fu tiranno della città, promosse la ricostruzione edilizia della stessa, e fondò  una biblioteca pubblica. Sembra che fosse collezionista delle opere di Omero. All'epoca i copisti di professione erano numerosi ad Atene, e raggiungevano un livello sociale cosiderevole ed un tenore di vita più che buono. Molte delle opere copiate erano destinate alle colonie lontane, dove servirono anche per costituire biblioteche locali. Molti studiosi ed appassionati, poi, non disdegnavano di copiare da soli i libri, al punto da creare biblioteche personali con testi copiati singolarmente dal possessore.
  •   322 a. C., morte di Aristotele. Secondo la tradizione, il filosofo greco fu il primo possessore di una biblioteca privata. Possiamo farci solo una vaga idea del costo dei libri all'epoca. Platone, a quanto sembra, non badava a spese per il loro acquisto, e pagò 100 mine per tre piccoli trattati pitagorici. Alla morte di un allievo dello stesso Platone, Aristotele ne acquistò la biblioteca, costituita da pochissimi volumi, per tre talenti.
  •   323 a. C., morte di Alessandro. Da questo momento la sede  culturale del Mediterraneo divenne Alessandria, mentre declinò l'influenza della Grecia.  Patrocinati dai Tolomei, vi fiorirono gli studi scientifici e letterari. La Biblioteca tolemaica, costruita nel quarto secolo, fu progessivamente ingrandita durante il terzo secolo, soprattutto ad opera di Tolomeo Filadelfo. Galeno riporta la notizia seondo la quale il Filadelfo pagò ai greci quindici talenti, più l'esenzione da ogni tributo e l'invio di un enorme quantitativo di beni essenziali, in cambio degli autografi originali delle tragedie di Eschilo, Sofocle, ed Euripide. La biblioteca era forse un tempio dedicato alla religione e alla letteratura, adornato di gigantesche statue di divinità Può essere considerata la prima biblioteca nazionale della storia. I sovrani di luoghi lontani vi mantenevano numerosi scribi perché copiassero i libri di loro interesse. Anche l'imperatore romano Domiziano inviò a suo tempo alcuni copisti perché ricopiassero opere che erano state distrutte da  incendi di biblioteche a Roma.
  •     280 a. C. La Versione dei Settanta (Septuaginta).  Stando alla tradizione, intorno a questa data Tolomeo Filadelfo affidò a settanta saggi (secondo alcuni settantadue) la traduzione in greco della Bibbia, per la Biblioteca di Alessandria. I saggi, riuniti nell'isola di Faro, avrebbero realizzato separatamente la traduzione, per poi accorgersi che era identica in tutti i casi... Si tratta di una leggenda che dimostra quanto questa traduzione fosse ritenuta importante nell'antichità . In realtà, solo il Pentateuco fu sicuramente tradotto ad Alessandria all'epoca di Tolomeo Filadelfo. Gli altri libri furono tradotti almeno un secolo dopo. Flavio Giuseppe narra di come la copia offerta dai Settanta a Tolomeo Filadelfo suscitasse l'ammirazione di tutti: scritta su pergamena, le pelli usato erano di straordinaria raffinatezza, cucite insieme con incredibile abilità. Le lettere erano dorate, la calligrafia bellissima.
  •   168 a. C.. Battaglia di Pydna. Emilio Paolo, che sconfisse l'ultimo re di Macedonia, Perseo, riportò a Roma un grande numero di libri e manoscritti, raccolti in Grecia. Successivamente Silla fece trasportare a Roma un'intera biblioteca scoperta nel tempio di Apollo ad Atenne, e fondò la prima biblioteca pubblica romana. I romani entrarono progressivamente in possesso di numerose collezioni di volumi  appartenute ai popoli sottomessi. Le ritenevano non meno preziose di vasi d'oro. Gli scambi culturali con la Grecia fecero rapidamente aumentare la passione per le collezioni private.  Cesare, Lucullo, Cicerone, furono celebrati anche per lo splendore delle loro biblioteche.
  • 59 a C. Durante il suo primo consolato, Giulio Cesare impose che fossero scritti e pubblicati quotidianamente gli Atti che riguardavano sia i fatti del Senato che quelli del popolo. Non si trattava però di una novità. Già Cicerone, nella sua villa, voleva che fosse affisso una specie di giornale dove erano riportati fatti di pubblico interesse.Gli Acta Diurna voluti da Cesare erano una specie di gazzetta, i "giornalisti" erano chiamati actuari. Non erano molto diversi dai giornali contemporanei. Sono strumenti preziosi per la conoscenza della storia antica.
  • 50 a C. Secondo la tradizione, l'arte della stampa fu scoperta in Cina in questo periodo, durante il regno di Ming Tsong I, secondo imperatore della dinastia tartara.
  • 47 a C. Brucia la biblioteca di Alessandria, durante la guerra alessandrina condotta da Giulio Cesare. Da studi recenti, non sembra che l'incendio abbia riguardato l'intera biblioteca e i suoi oltre settecentomila volumi, ma solo un magazzino del porto, che conteneva una minima parte dei volumi della biblioteca. In più, l'incendio fu probabilmente casuale, e non voluto da Giulio Cesare come si credeva in passato.
  • 43 a C. Muore Marco Tullio Cicerone, assassinato all'età di 64 anni, vicino a Formia. Fu uno dei più grandi raccoglitori di libri della sua epoca. La sua biblioteca, alla quale teneva, per sua stessa ammissione, più che a tutti i suoi averi, suscitava la meraviglia e l'ammirazione dichiunque la visitasse. Le sue lettere ad Attico spesso si riferiscono a questa passione. Da lui sappiamo con certezza che nella fabricazione dei libri veniva usata una specie di colla. L'invenzione di questo procedimento è attribuita all'ateniese Phillatius, che può essere considerato perciò come l'inventore dell'arte della rilegatura. Secondo alcuni testi antichi, questa invenzione gli valse una statua in Atene. Si deve comunque tenere presente che questa forma di "rilegatura" si riferisce solo a rotoli di papiro, pelle, cotone.
  • 13 a C. L'imperatore Augusto, assunto anche il ruolo di divinità, ordina la distruzione di 2000 libri profetici
  • 8 a C. Muore Mecenate, amico e consigliere di Augusto. Fu la prima persona nella storia alla quale fu dedicato un libro.

Amanuense

 

ETA' CRISTIANA

  •  La più ricca biblioteca di Roma fu la biblioteca Ulpia, fondata da Traiano. Stando a Plinio il Giovane, l'imperatore aveva ordinato che tutti i libri trovatinelle città conquistate ossero inviati in questa biblioteca.
  • 190. Un fulmine incendia la bilioteca capitolina, al tempo di Commodo.
  • Inizio del IV secolo. Costanzo Cloro fonda la prima bibli0teca pubblica di Costantinopoli. Raggiunse il numero di 120000 volumi, e numerosi copisti vi erano attivi, pagati dall'imperatore, allo scopo di copiare, aggiungere, correggere i testi. Più o meno nello stesso periodo San Panfilo  formò  una biblioteca di circa 30000 volumi a Cesarea. Potrebbe essere la prima biblioteca circolante di cui si abbia notizia. Lo scopo era quello di diffondere il cristianesimo presso la popolazione.
  • Sempre in questo periodo, compaiono le prime versioni della Bibbia Gotica di Ulfila. Fu la prima Bibbia in volgare della storia.
  • Seconda metà del IV secolo.  Distrutta la biblioteca di Antiochia, nel tempio di Traiano.
  • Inizio del V secolo. Compare la Vulgata, traduzione latina della Bibbia realizzata da San Girolamo.
  • 476. Per ordine dell'imperatore vengono distrutti 200000 libri a Costantinopoli.
  • In questo secolo, un incendio distrusse l'intera Costantinopoli, compresa la biblioteca con i suoi ventimila libri. Le antiche fonti riferiscono anche di una Iliade e di un'Odissea, scritte in caratteri d'oro, su un rotolo di oltre 200 piedidi lunghezza, bruciate nell'incendio.
  • VI secolo. Le difficoltà sempre maggiori lungo le vie di comunicazione, ormai insicure e molto pericolose, resero sempre più scarse le disponibilità di materie prime come il papiro e la pergamena, oltretutto costose e soggette atasse sempre più pesanti. I grandi collezionisti di libri furono molto pochi durante questo secolo.
  • 636. Muore Isidoro. Fu il primo scrittore a usare la parola penna per descrivere lo strumento di scrittura.
  • 640 Alessandria viene occupata dai Saraceni. Continua la distruzione dei libri della più grande biblioteca dei tempi antichi. È rimarchevole come tutti i conquistatori, nel momento della vittoria, non siano soddisfatti di distruggere solo gli esseri umani, ma consumino la loro vendetta anche nei confronti dei libri
  • 690. Un fatto curioso ricorda la rarità dei libri e la difficoltà a procurarsene. Un monaco fondatore del monastero di Wearmouth,conclude un contratto nel quale si stabilisce il lascito di 800 acri di terra in cambio di una copia di un libro di Cosmografia.
  • 692. Si hanno le prime descrizioni delle sale di studio e scrittura nei conventi benedettini. Compaiono le scrivanie, che consentono di scrivere più comodamente.
  • 693. Il re del Kent, concedendo dei terreni al convento di St. Mary, si rende conto, al momento della firma del contratto,  che i frati sono completamente analfabeti. Perfino alti prelati come i Vescovi potevano essere del tutto incapaci di leggere e scrivere, e non sono rare, nei documenti dell'epoca, le croci al posto delle firme. Perfino molti atti dei concili di Efeso e Calcedonia sono firmati con dei sigilli, accompagnati da una dichiarazione di analfabetismo.
  • 705. Pipino, Re di Francia, richiede qualche libro a Papa Paolo I. Le biblioteche di Roma non riescono a fornirgli di meglio che qualche libro in greco.
  • 735. Muore  il Venerabile Beda, monaco di Wearmouth, ritenuto una sorta di genio universale. Scrisse su ogni argomento e i suoi lavori ritenuti la summa di tutta la conoscenza di quel periodo. Tradusse il Salterio e i Vangeli in lingua Anglo-Sassone. Si noti che le biblioteche che il Venerabile Beda aveva a disposizione, pur essendo considerate le più grandi di Inghilterra, non superavano il numero di 500 volumi.
  • 741. Leone III, imperatore di Bisanzio, nella sua battaglia contro ilculto delle immagini sacre, ordina che la biblioteca di Costantinopoli sia distrutta. Vi era depositata la sola e autentica copia degli atti del primo Concilio di Nicea e una superba copia dei Qauttro Vangeli, con le pagine in foglia d'oro.
  • 790. Un curioso editto di Carlomagno garantisce ai frati di un'abbazia ildiritto di cacciare a piacimento, purché le pelli degli animali uccisi siano destinate alla realizzazione di libri. A quell'epoca erano soprattutto i frati che rilegavano i libri, ma esistevano anche artigiani che svolgevano questa attività.
  • 800. Carlomagno è incoronato imperatore. Il più importante uomo di quell'epoca non sapeva scrivere e cominciò a studiare solo intorno ai 45 anni di età. Nella stessa epoca il Papa era costretto a fareleggi contro quei vescovi che non sapevano leggere o cantare i Salmi.
  • 801. Alcuino, bibliotecario di Egberto, arcivescovo di York, nominato precettore di Carlomagni, presenta al suo pupillo una magnifica Bibbia in Folio di 449 pagine, rilegata in velluto, scritta su due colonne in pergamena,con splendide decorazioni miniate e quattro grandi tavole dipinte
  • 813. Si diffondono  i numeri arabi.
  • 814. Muore Carlomagno. Viene sepolto ad Aix-la-Chapelle con in mano una preziosa copia dei Quattro Vangeli, scritta in pergamena e in lettere d'oro. Nel nono secolo la eralizzazione ela miniatura dei libriera essenzialmente affidata ai religiosi, ma esistevano anche copisti che praticavano questo mestiere a pagamento. Abilissimi in questo lavoro erano gli Ebrei, che realizzavano manoscritti con calligrafia bellissima,ma si limitavano a copiare solo  L'Antico Testamento.
  •  850. Un giudice supremo dell'impero romano non sapeva fare la propria firma. Era un caso comune anche presso persone di grande prestigio.
  • 890. Alfredo il Grande ordina la traduzione della Bibbia in lingua Sassone.
  • 900. Muore Alfredo il Grande, e l'Inghilterra ritorna in uno stato di arretratezza e barbarie. Subirà anche un' invasione ad opera dei danesi, che distruggeranno monasteri e biblioteche.
  • 953. Il vescovo spagnolo Germadius impone che sessanta volumi diversi siano conservati in specifici monasteri ad uso dei monaci, proibendo a chiunque di trasferirli altrove. L'atto p firmato anche dal re e dalla regina. Il Spagna, nel decimo secolo, i libri erano così rari che la stesso copia di una Bibbia e delle lettere di San Gerolamo, così come alcuni martirologi, venivano utilizzate da più conventi.
  • 980. Ervene, vescovo di Worcester, maestro di calligrafia, per convincere i suoi allievi a leggere utilizzava un prezioso Salterio con capolettera riccamente miniati in oro.
  • 999. Silvestro II fu, anche prima di essere eletto Papa, infaticabile accumulatore e diffonditore di ogni forma di sapere. Alla ricerca continua di libri e manoscritti visitò la Spagna e volle che tutta l'Italia fosse esplorata a questo scopo.
  • 1000. Cominciano a comparire manoscritti in carta detta di cotone, o carta bambagina. Alcuni studi hanno però dimostrato che ilcontenuto di cotone di questa carta è variabile, in certi casi minimo.
  • 1070. Risale a questo periodo il prezioso manoscritto scritto in latino e in anglosassone che fu donato nel XVI secolo all'università di Cambridge da Theodore Beza, noto come Codex Cantabrigiensis o Codex Bezae.
  • 1070. Lanfranco, arcivescovo di Canterbury, ordina al suo bibliotecario diassegnare un libro ad ogni religioso, dando tempo un anno per leggerlo. Al termine dell'anno, i monaci che non avevano letto il libro dovevano prostrarsi ai suoi piedi supplicando la sua indulgenza.
  • In questo stesso secolo Robert, vescovo di Londra  e arcivescovo di Canterbury, presenta un libro chiamato Sacramentario, contenente tutte le preghiere e le cerimonie da praticare nella celebrazione dei Sacramenti. In chiusura del libro si trova un anatema rivolto contro chiunque rubasse il libro stesso o un  qualunque ornamento della chiesa. Il Montfaucon, nel suo Diarium Italicum, segnala la pesenza di numerose curiose iscrizioni nei libri di questa epoca.
  • 1080 Sono ormai affermate alcune regole che stabiliscono la suddivisione delle ore dilavoro e di preghiera in abbaziee conventi. I frati che per motivi di salute e dicostituzione non potevano svolgere lavori pesanti, eranno addetti a copiare manoscritti. Nelle grandi abbazie una stanza specifica, lo scriptorium, era il luogo dove si svolgeva l'attività dei copisti. In genere, considerando che molti manoscritti erano ordinati da ricchi nobili che fornivano soldi  e vettovagliamento ai conventi, i libri di preghiera e liturgici per uso iterno erano affidati ai novizi, mentre Bibbie  e spettavolari Messali erano opera di monaci maturi e di grande esperienza. Inoltre, i monaci di maggiore esperienza e cultura erano addetti alla evisione finale dei lavori.
  • La copia dei manoscritti non era attività esclusiva e monasteri. Anche cittadini privati la praticavano, talvolta per uso proprio e per amore della cultura, più spesso come vero e proprio lavoro.
  • Quando il lavoro di copiatura dei testi non veniva sostenuto  economicamente da finanziatori esterni,  non era raro che nel monastero si imponesse una "tassa" ai monaci stessi, per far fronte alle spese di cpiatura. Alcune  cronache ricordano il malumore di qualche monaco per questa tassa, che doveva sembrare piuttosto bizzarra.
  • Oltre ai monaci addetti alla copiatura ve ne erano altri che avevano il compito di decorare con miniature i codici e di rilegarli.
  • I monaci che svolgevano tutti questi lavori dovevano farlo nel silenzio più assoluto, avendo la massima cura di evitare errori di copiatura, grammatica, punteggiatura.  Alcuni autori addirittura pretendevano un giuramento dai copisti, e cioè che copiassero correttamente il loro lavoro. Ci è rimasta copia di qualche giuramento di questo tipo.
  • 1085 Muore Papa Gregorio VII. Non era stato particolarmene protettivo nei confronti dei libri che non fossero canonici. La sua premura nel contrastare qualunque eredità pagane gli fece distruggere molte copie dell Storie di Livio e un'intera biblioteca contenente testi di autori profani.
  • All'inizio dell'undicesimo secolo in molte città, soprattutto in Italia e Francia, cominciarono a comparire scuole pubbliche. All'epoca erano abbastanza comuni anche insegnanti "itineranti"

  • 1091 Un incendio distrugge l'Abbazia di Croyland e la sua biblioteca con oltre 700 volumi.
  • 1101 Muore San Bruno da Colonia, fondatore dei monaci Certosini, uno dei maggiori promotori della cultura nella sua epoca. Il nome di Certosini deriva dalla piana di Chartreuse, vicino a Colonia, dove s' insediò insieme a sei adepti, fondadovi un piccolo oratorio con poche umili celle. Praticavano una vit di non coimune austerità, ela loro attività principale fu quella di copiare libri. Tra le loro regole fisse, ve n'era una che stabiliva  che a una certa ora del giorno i monaci avessero a disposizione inchiostro, pergamena,  penna, e libri da leggere o da copiare.
  • 1110 Si comincia a parlare di Cambridge come importate centro culturale, anche se alcuni storici ritengono che le sue origini siano più antiche.
  • 1153 In una testimonianza scritta, PietroMaurizio il venerabile afferma che i libri che legge ogni giorno sono realizzati con pelle, con una pianta orientale che proviene dall'Egitto (papiro), oppure ex rarusir veterum pannorum. Ormai è appurato che la carta, inventata in Cina, fu introdotta in Europa dagli Arabi. Il suo utilizzò determinò un aumento notevole del numero di libri prodotti.


ultima modifica da Administrator (roberto)  il Jan 06 2009  alle 18:33:00
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