Tecnica di stampa fotografica comparsa in Francia intorno alla metà dell’Ottocento, ottenuta con albume d’uovo e cloruro d’ammonio montati a neve e lasciati riposare. Con il composto si “albuminava” la carta, ottenendo stampe fotografiche lucide.
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Canapa di Manila
Detta anche “abaca”, è estratta da una pianta tropicale (Musa Textilis) simile al banano. Molto usata nella industria tessile e nella produzione di cordame per la resistenza delle sue fibre, è un’alternativa alle altre fibre usate nella produzione di carta orientale. La cartamoneta giapponese contiene fino al 30% di questa fibra. Pare però che l’alta percentuale di lignina contenuta nelle fibre possa deteriorare la carta.
Bastarda
1. In calligrafia, si dice bastarda una scrittura che ha le caratteristiche della rotonda e dell’inglese. In tipografia si dicono bastardi i caratteri creati per imitare questa scrittura. In Francia si parla di B. del Louvre per indicare una scrittura tipografica i cui caratteri furono incisi nel ‘700 la Luigi Luce, punzonista della Stamperia del Louvre. Esistono varie B. storiche. Ricordiamo la B. antica, usata in Francia nei secoli XIV e XV, la B. spezzata, del sec. XVII, la B. inclinata, realizzata da Fournier nel XVIII sec.
2. Si chiama anche B. una carta di formato irregolare le cui dimensioni in cm. variano a seconda delle località e della tipografia.
Bambù
Canna arborescente comune nei paesi tropicali. In Cina e in altri paesi viene utilizzata per la fabbricazione di una carta di ottima qualità.
Bagnatura della carta
Operazione che si usava nelle antiche cartiere per la creazione di carte a mano. Veniva effettuata a mano o con mezzi meccanici, tramite l’uso di macchine dette bagnatrici. Era operazione delicatissima, che serviva a ottenere una impressione più nitida, ma che poteva alterare il colore della carta e determinare anche altri inconvenienti quali la spelatura della stessa e la fioritura. Oggi non è più praticata.
