Incauto acquisto

Con questa formula sintetica si indica la contravvenzione di ”acquisto di cose di sospetta provenienza”. Si tratta di uno dei reati nei quali più comunemente può incorrere chi acquista e tratta merce antica e usata, libri compresi. Lo commette chi acquista, riceve, o fa acquistare cose che per la loro natura, qualità, condizione di chi le offre, o entità del prezzo richiesto, possano destare sospetti sulla loro legittima provenienza, che l’acquirente non si cura di accertare, e l’offerente non è in grado di dimostrare con certezza. E’ un reato che va distinto da quello di ricettazione, e anche le pene previste sono diverse. Nel caso della ricettazione è necessario il ”dolo”, cioè la consapevolezza, la volontà di acquistare merce di provenienza illegale. Nel caso dell’i. a. si tratta più che altro di un comportamento imprudente, colposo. Si noti comunque che, in entrambi i casi, IL PREZZO PIU’ O MENO CONGRUO DI UN OGGETTO non elimina la possibilità di commettere il reato. Se si conosce la provenienza furtiva di un oggetto, e lo si acquista anche pagandolo il triplo del suo valore, si commette comunque reato di ricettazione. Così come, ad esempio, se si acquista la biblioteca di un sacerdote, anche pagandola più del suo valore, ci si deve sempre chiedere se la stessa è di proprietà privata del sacerdote o appartiene al patrimonio della Chiesa. Altrimenti si commette il reato di incauto acquisto. Nel caso dell’i. a. vengono cioè considerate le condizioni generali nelle quali avviene il passaggio del materiale, tali da NON POTER NON FAR NASCERE, nell’acquirente, IL SOSPETTO che si tratti di materiale di provenienza illegale (ad esempio acquisti di merce di valore da individui in chiaro stato di indigenza, o tossicodipendenti, o alcolisti o non in possesso delle loro facoltà mentali, o acquisti che avvengono in luoghi o secondo modalità chiaramente insoliti o strani, o acquisti da persone che, per il loro lavoro, sono sicuramente a contatto con materiale non di loro proprietà -bibliotecari, archivisti, sacerdoti ecc.-)

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