Cose di questo mondo!

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Livorno, 1874

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Descrizione

Magagnini Ferdinando, Ulacacci Niccola
 Cose di questo mondo ! Seconda Edizione con aggiunte
Livorno, Tip. G. Fabbreschi e C,. 1874
Opuscolo in 8°(15,5 x 23) ; pagine 51; brossura editoriale verde con titoli stampati entro cornice tipografica alla coperta superiore. Trattasi della seconda edizione che riporta le aggiunte dell’Ulacacci; è   la più completa ricostruzione dell’intricata vicenda relativa ad un grande modello in legno della Basilica di San Pietro, in gran parte realizzato dal Magagnini ed oggi disperso.  Esposto nelle maggiori città italiane come opera di un altro ebanista livornese, Andrea Gambassini. La faccenda all’epoca destò scalpore. Ci furono articoli sui giornali, Magagnini, alla fine del 1846, pubblicò un volumetto, Cose di questo mondo!, a sostegno della sua paternità, ma Gambassini rimase proprietario del modello e con esso girò per l’Europa raccogliendo attestati di plauso da parte di Accademie e di intenditori. Neanche la nuova pubblicazione, nel 1874 (LA NOSTRA) , di Cose di questo mondo!, che reca in nota il testo di Ulacacci del 1836, e la successiva morte per suicidio del Magagnini, avvenuta il 13 novembre 1874, placò la polemica (La tomba di Andrea Gambassini si trova nel cimitero dell’Arciconfraternita della Purificazione di Maria Vergine e dei Catecumeni di Livorno) che ebbe strascichi almeno fino al 1875, quando fu coinvolto anche Giuseppe Piombanti e la sua celebre Guida storica ed artistica di Livorno che riportava il nome di Magagnini quale autore del modello del San Pietro. La questione in realtà non è mai stata chiarita del tutto, ma quanto profondamente incise sulla vita dei due livornesi è tutt’oggi testimoniato dalla tomba di Andrea Gambassini, morto il 22 settembre 1877, sulla quale, ad estrema attestazione, è posta una lunga scritta che invita il visitatore a prender nota che in quel sepolcro giace coluiche fu autore del modello ligneo del “gran tempio della cristianità”.Qualche segno del tempo ma è buona copia.