Descrizione
Scipio Sighele
Letteratura tragica
Milano, Fratelli Treves Editori, 1906
Prima edizione, secondo migliaio.
Volume in 16° grande (cm 19,5 x 12,5); pagine 290, (6). Brossura editoriale originale con titoli stampati in rosso e nero al piatto anteriore e piccolo stemma tipografico Treves. Esemplare corredato da alcune annotazioni e chiose a matita di mano antica, probabilmente riconducibili a uno studioso o lettore particolarmente attento. Buona copia, con normali segni del tempo.
Quest’opera costituisce una delle più interessanti testimonianze della cosiddetta criminologia letteraria sviluppatasi tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Il suo autore, Scipio Sighele (1868-1913), fu una delle figure più originali della cultura italiana del tempo: giurista, criminologo, sociologo, pubblicista e studioso della psicologia collettiva, è oggi ricordato soprattutto per le sue pionieristiche ricerche sulla psicologia delle folle, sviluppate parallelamente a quelle di Gustave Le Bon.
In Letteratura tragica Sighele applica gli strumenti interpretativi della criminologia positivista e della psicologia sociale all’analisi delle opere letterarie contemporanee e moderne, dando vita a un volume che si colloca all’incrocio tra critica letteraria, sociologia, medicina mentale e studio della devianza.
Particolarmente significativo è il saggio dedicato a Gabriele D’Annunzio, esaminato “davanti alla psichiatria”. In queste pagine Sighele affronta il fenomeno dannunziano con gli strumenti della psicologia patologica e della psichiatria positivista, offrendo una lettura che oggi appare sorprendente ma che all’epoca si inseriva pienamente nel dibattito culturale europeo sulla figura del genio, della nevrosi e della degenerazione.
Di grande interesse risultano anche gli studi su Eugène Sue e la psicologia criminale e sui delinquenti nei romanzi di Émile Zola, nei quali l’autore analizza la rappresentazione letteraria del crimine e dei comportamenti devianti, confrontandola con le teorie elaborate da Cesare Lombroso, Enrico Ferri e dagli altri protagonisti della scuola positivista italiana.
Altrettanto moderna appare la riflessione sulla suggestione letteraria, tema che anticipa alcune questioni relative all’influenza dei mezzi di comunicazione e alla formazione dell’immaginario collettivo. Sighele si interroga infatti sul potere della letteratura di orientare comportamenti, emozioni e atteggiamenti sociali, affrontando problemi che sarebbero rimasti centrali per tutto il Novecento.
Il volume si conclude con considerazioni dedicate alla letteratura dei processi, fenomeno editoriale assai diffuso nella Belle Époque, quando i grandi casi giudiziari alimentavano pubblicazioni, dibattiti e curiosità popolari, contribuendo alla nascita della moderna cronaca nera.
Dal punto di vista storico-culturale l’opera rappresenta un documento straordinario dell’incontro tra letteratura e scienze umane all’inizio del XX secolo. Essa consente di comprendere come la cultura positivista interpretasse autori, opere e fenomeni sociali attraverso le categorie della psicologia, della medicina e della criminologia.
La pubblicazione presso i Fratelli Treves, principale casa editrice italiana dell’epoca, conferma inoltre l’importanza attribuita al volume e la sua destinazione a un pubblico colto interessato ai nuovi orientamenti della cultura europea.
Stato di conservazione
Buona copia. Brossura editoriale originale conservata, con lievi segni del tempo e modeste tracce d’uso. Interni completi e ben leggibili. Presenti alcune annotazioni a matita di mano antica, elemento che testimonia una lettura attenta e può risultare interessante per studiosi e collezionisti.
Perché è interessante oggi
Perché permette di osservare come la cultura positivista interpretasse la letteratura attraverso la psicologia, la criminologia e la psichiatria, offrendo una prospettiva oggi storicamente preziosa su D’Annunzio, Zola e la narrativa criminale.
Perché è un acquisto consapevole
L’opera interessa contemporaneamente collezionisti di letteratura italiana, storia della criminologia, psicologia sociale e cultura positivista. La presenza di saggi dedicati a D’Annunzio, Zola ed Eugène Sue amplia notevolmente il suo interesse bibliografico e collezionistico.





