La Mea di Polito di Jacopo Lori, annotazioni di Pietro Fanfani – Pistoia, Tipografia Cino di L. Vangucci, 1870

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Rara edizione pistoiese del poemetto dialettale La Mea di Polito, preziosa testimonianza della lingua e della cultura dell’Appennino toscano. Arricchita dalle annotazioni filologiche del celebre lessicografo Pietro Fanfani. Un documento di grande interesse per la storia linguistica e popolare della Toscana.

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Descrizione

Jacopo Lori
La Mea di Polito. Poemetto montanino di Jacopo Lori con annotazioni filologiche di Pietro Fanfani
Pistoia, Tipografia Cino di L. Vangucci, 1870

Opuscolo in 16° (cm 18 x 12); pagine 107. Brossura editoriale originale color salmone con titolo racchiuso entro elegante cornice tipografica. Esemplare ancora intonso, caratteristica particolarmente apprezzata dai collezionisti poiché testimonia una limitata consultazione del volume. Ottima copia con minimi segni del tempo.

Questa interessante pubblicazione appartiene al filone della letteratura dialettale e popolare toscana dell’Ottocento, settore che negli ultimi decenni ha riscosso crescente attenzione sia da parte degli studiosi della linguistica storica sia dei collezionisti di storia locale. L’opera propone una riduzione postuma del celebre poemetto rusticale La Mea, composta dal pievano Jacopo Lori, figura profondamente legata alla cultura e alle tradizioni dell’Appennino pistoiese.

Jacopo Lori nacque a San Marcello Pistoiese, nel cuore della montagna toscana, e fu tra i più autentici interpreti della vita rurale e delle consuetudini popolari della sua terra. I suoi componimenti si collocano nel solco della poesia vernacolare ottocentesca, ma si distinguono per l’attenzione quasi etnografica verso il linguaggio, i costumi e la mentalità delle comunità montane. Attraverso i suoi versi emerge un mondo ancora poco toccato dalla modernità, fatto di tradizioni contadine, relazioni comunitarie e forme espressive tramandate oralmente.

Particolarmente significativo è il fatto che La Mea di Polito sia scritta in autentico dialetto montanino pistoiese, uno dei più caratteristici idiomi dell’area appenninica toscana. Proprio questo aspetto conferisce all’opera un valore che supera l’ambito puramente letterario, trasformandola in una preziosa testimonianza linguistica di una parlata locale oggi profondamente mutata.

A rendere ancora più importante questa edizione è la presenza delle annotazioni filologiche di Pietro Fanfani, uno dei più autorevoli linguisti e lessicografi italiani del XIX secolo. Nato a Pistoia nel 1815, Fanfani dedicò gran parte della sua attività allo studio della lingua italiana e delle sue varianti regionali. Autore di vocabolari, studi grammaticali e ricerche linguistiche, fu una figura centrale nel dibattito sull’unificazione linguistica dell’Italia postunitaria.

L’intervento di Fanfani non si limita a semplici note esplicative: le sue osservazioni costituiscono un vero e proprio lavoro di documentazione filologica che consente al lettore di comprendere vocaboli, espressioni e particolarità linguistiche del dialetto montanino. Grazie a questo apparato critico il volume assume un interesse rilevante anche per studiosi di linguistica, folklore e storia delle tradizioni popolari.

Dal punto di vista storico-culturale, l’opera si inserisce nel più ampio fenomeno ottocentesco della valorizzazione delle identità locali. In un’epoca in cui l’Italia appena unificata cercava una lingua comune, molti studiosi e letterati si dedicarono alla raccolta e alla conservazione delle espressioni dialettali regionali, considerate parte integrante del patrimonio culturale nazionale.

La stampa della Tipografia Cino di Luigi Vangucci rappresenta inoltre una testimonianza significativa dell’attività editoriale pistoiese del XIX secolo. Le officine tipografiche locali ebbero un ruolo fondamentale nella diffusione di opere legate alla storia, alla letteratura e alle tradizioni della Toscana interna, producendo numerose pubblicazioni oggi non comuni sul mercato antiquario.

Stato di conservazione

Brossura editoriale originale conservata. Esemplare intonso, con carte ben conservate e fresche. Minimi segni del tempo. Condizione superiore alla media per pubblicazioni popolari e locali dell’epoca.

Perché è interessante oggi

Perché documenta una parlata dell’Appennino pistoiese oggi profondamente trasformata e rappresenta una rara testimonianza della cultura montanara toscana dell’Ottocento, valorizzata dall’intervento di uno dei maggiori linguisti italiani del secolo.

Perché è un acquisto consapevole

Unisce interesse letterario, linguistico ed etnografico. Le opere dialettali locali annotate da studiosi del livello di Pietro Fanfani costituiscono una nicchia collezionistica solida e sempre apprezzata da biblioteche specializzate, studiosi e collezionisti di storia toscana.