Scipio Sighele – Nell’arte e nella scienza – Milano, Fratelli Treves Editori, 1911

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Raccolta di saggi nella quale Scipio Sighele applica la psicologia sociale alla letteratura europea contemporanea. D’Annunzio, Balzac e Maurice Barrès diventano strumenti per comprendere i miti, le inquietudini e le suggestioni della modernità. Un’interessante testimonianza della cultura italiana alla vigilia della Grande Guerra.

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Descrizione

Scipio Sighele
Nell’arte e nella scienza
Milano, Fratelli Treves Editori, 1911
Prima edizione.

Volume in 16° grande (cm 19,5 x 12,5); pagine 277, (7). Brossura editoriale originale con titoli in rosso e nero al piatto anteriore. Al centro della copertina elegante riquadro tipografico riportante gli argomenti principali del volume. Esemplare in buona conservazione, con alcune fioriture alla copertina e modesti segni del tempo, interni complessivamente ben conservati.

Pubblicato nei primi anni del Novecento da Fratelli Treves, il più prestigioso editore italiano dell’epoca, questo volume raccoglie una serie di saggi nei quali Scipio Sighele affronta alcuni dei temi più dibattuti della cultura europea contemporanea, muovendosi con disinvoltura tra critica letteraria, psicologia sociale, sociologia e filosofia della cultura.

L’opera appartiene alla fase più matura della produzione dell’autore, quando le sue riflessioni sulla psicologia collettiva e sui fenomeni della suggestione sociale vengono applicate anche ai grandi protagonisti della letteratura moderna. Il risultato è una raccolta di studi originali che permettono di comprendere il clima intellettuale della Belle Époque e i profondi mutamenti della sensibilità europea all’alba del Novecento.

Tra i contributi più interessanti figura il saggio “L’amore e la morte nell’opera di Maurice Barrès”, dedicato allo scrittore francese che più di ogni altro incarnò il nazionalismo romantico e la sensibilità decadente. Sighele ne analizza le ossessioni psicologiche e il rapporto tra eros, individualismo e sentimento della morte, temi centrali nella cultura fin de siècle.

Particolare rilievo assumono anche le pagine dedicate a Honoré de Balzac, osservato non soltanto come romanziere, ma come straordinario indagatore delle passioni umane e delle dinamiche sociali. L’attenzione di Sighele si concentra sui meccanismi psicologici che animano i personaggi della Comédie Humaine, interpretati come autentici casi di studio dell’animo umano.

Di grande interesse per il collezionista di letteratura italiana sono i saggi dedicati a Gabriele D’Annunzio, figura che Sighele osserva con curiosità e spirito critico. Ne studia i personaggi femminili, la costruzione del mito dell’artista e soprattutto il rapporto tra il poeta e le masse, tema affrontato nel celebre scritto “La nave di Gabriele D’Annunzio e la folla”, nel quale emergono le riflessioni dell’autore sulla suggestione collettiva e sul carisma delle personalità pubbliche.

Altrettanto moderni risultano i capitoli dedicati alla tristezza contemporanea, all’elogio della malattia e all’elogio della menzogna, nei quali Sighele affronta le inquietudini spirituali della civiltà moderna, interpretando fenomeni culturali e letterari che caratterizzarono il Decadentismo europeo. In queste pagine emerge una lucida analisi del fascino esercitato dalla sofferenza, dalla nevrosi e dall’estetizzazione del dolore nella cultura del tempo.

Chiude idealmente il volume il saggio sul romanticismo depravatore, una riflessione critica sui pericoli della suggestione letteraria e sul potere esercitato dalle opere artistiche sugli individui e sulle collettività. Si tratta di temi che collegano direttamente questa raccolta agli studi più celebri di Sighele sulla psicologia delle folle e sull’influenza dei modelli culturali.

L’opera rappresenta dunque una testimonianza significativa dell’incontro tra critica letteraria e scienze sociali agli inizi del XX secolo, offrendo uno sguardo originale sui principali protagonisti della cultura europea e sui grandi interrogativi della modernità.

Stato di conservazione

Buona copia in brossura editoriale originale. Fioriture sparse alla copertina e lievi segni del tempo compatibili con la tipologia editoriale e con l’età dell’esemplare. Interni ben conservati e completi.

Perché è interessante oggi

Perché permette di osservare D’Annunzio, Barrès e Balzac attraverso gli occhi di uno dei maggiori studiosi italiani della psicologia collettiva, offrendo una prospettiva critica che anticipa molti temi della moderna sociologia della cultura.

Perché è un acquisto consapevole

L’opera unisce letteratura, psicologia, sociologia e storia delle idee, interessando contemporaneamente collezionisti dannunziani, studiosi della cultura positivista e appassionati della storia del pensiero europeo tra Ottocento e Novecento. La prima edizione Treves costituisce inoltre un elemento di sicuro interesse bibliografico.