Samuel Butler, Pietro Sugameli, e l’autrice trapanese dell’Odissea

Qualcuno ha scritto che per descrivere lo spirito particolare di Samuel Butler basterebbe ricordare che forse fu l’unico inglese a non essere iscritto a un qualche club. Nato a Lungar nel 1835,  si laureò a Cambridge e non seguì la carriera del padre, pastore anglicano. Abbandonò la famiglia e andò ad allevare pecore in Nuova Zelanda. tornò in patria nel 1864 per dedicarsi alla pittura , che abbandonò presto a favore della letteratura. Fu quel che si definisce un “poligrafo”: scrisse romanzi, saggi scientifici, impressioni di viaggio. Nei romanzi si impegnava a ridicolizzare i costumi dell’età vittoriana, nei saggi scientifici contestava le teorie di Darwin e l’ottimismo positivista. Morì nel 1902, e solo l’anno dopo la sua morte su pubblicò la sua opera più nota: Così muore la carne, amaro e spietato sguardo sul bigottismo delle famiglie inglesi che influenzò, tra gli altri, anche G. B. Shaw.
Butler conosceva bene l’Italia e la Sicilia. Nel 1881 aveva pubblicato un famoso libro di impressioni di viaggio in Piemonte: Alps and Sanctuaries of Piedmont and Ticino.
Conosceva bene anche la lingua greca antica e, insoddisfatto delle traduzioni allora in uso, decise di tradurre di persona l’Iliade e l’Odissea. Per sua ammissione, erano almeno 35 anni che non praticava più il greco, in pratica dai tempi della scuola. Ma, evidentemente, allora erano altre scuole. Rimase subito perplesso di fronte alle differenze stilistiche, di linguaggio e di ispirazione tra i due poemi. Maturò così l’idea che l’Odissea non fosse opera di Omero, ma di una poetessa, Nausica, figlia del re Alcinoo di Scheria, l’attuale Trapani.
L’idea di una origine siciliana dell’Odissea non era nuova, perché già affermata da Strabone e da altri autori antichi. Ma Butler si spinse molto oltre. Visitò la Sicilia la prima volta nel 1892, insieme all’amico, biografo, e amante Henry Festing Jones, per identificare i luoghi descritti nell’Odissea. Riconobbe perfino Itaca nell’Isola di Marettimo. Il risultato delle sue ricerche fu pubblicato nel 1897 in un’opera dal titolo L’Autrice dell’Odissea. Il successo non fu proprio esaltante e la comunità scientifica rimase piuttosto fredda di fronte all’ipotesi. Pure a Trapani ci fu qualche polemica.
Tuttavia, quando Butler si era recato in Sicilia nel 1892, aveva trovato anche ferventi sostenitori delle sue ipotesi. Il fan più accanito fu un certo Pietro Sugameli, che nello stesso 1892 pubblicò un raro libretto che possiamo proporre nel nostro sito in edizione originale.  Sembra che la dizione corretta del cognome dell’Autore fosse Sucameli, stando almeno a quanto risulta dai registri delle scuole frequentate. Nato a Paceco nel 1848 da una famiglia di umili agricoltori, fu perso a benvolere da Domenico Buscaino, agiato possidente che lo avviò agli studi, prima in forma privata, poi al Ginnasio di Trapani, dove il Sugameli apprese il greco con buoni risultati. Quando il Buscaino morì, lo lasciò erede di tutto, non senza qualche strascico legale con i parenti. Il Sugameli poté così permettersi una vita discretamente agiata, frequentando l’ambiente borghese locale e dedicandosi anche alla politica.  Aveva 44 anni quando incontrò il Butler nell’agosto del 1892.
Le teorie dell’autore inglese, però, erano già note a Trapani prima del suo arrivo. Butler aveva scritto (in italiano) una lettera al sindaco di Trapani  in gennaio, chiedendo informazioni circa i nomi di alcuni scogli, ed eventuali leggende popolari correlate. A febbraio, poi, erano comparsi articoli in riviste scientifiche dove il Butler già esprimeva i principali elementi della sua teoria.  Quando, in agosto, giunse a Trapani, le sue teorie erano già ampiamente note e discusse in città e in molti avevano ricominciato a leggere l’Odissea. Questo spiega anche i tempi brevi della pubblicazione del volumetto del Sugameli: conosce Butler in agosto e il lavoro è già in stampa a novembre. Evidentemente era stato in gran parte concepito già prima dell’arrivo dell’autore inglese, sulla base degli articoli pubblicati dallo stesso nei primi mesi dell’anno.
Le cronache dell’epoca riferiscono di un Sugameli che, dapprima piuttosto scettico, sarebbe poi diventato più “butleriano” di Butler, col quale ebbe anche qualche contrasto a proposito della interpretazione corretta di alcuni passaggi omerici.
Nell’opuscolo il S. vuole chiarire proprio un punto che lo vedeva in contrasto con l’inglese. Vuol dimostrare che Trapani, ai tempi dell’Odissea, era un’isola, come Scheria nel poema. Butler era molto irritato da questa interpretazione, perché riteneva che la traduzione corretta vedesse Scheria come una penisola, il che avrebbe escluso proprio Trapani se fosse stata un’isola. Butler, per inciso, riteneva di essere grecista infallibile e non sopportava correzioni in questo senso.
Gran parte del libretto del S.  è dedicata alla ricerca di corrispondenze topografiche tra Trapani i luoghi dell’Odissea.  Corrispondenze che -potenza del campanilismo?-riuscì a trovare un po’ dovunque.  Butler, che non aveva gradito nemmeno la pubblicazione dell’opuscolo (il suo lavoro definitivo sarebbe comparso solo cinque anni dopo), lo corresse in alcuni articoli pubblicati su riviste italiane. I due restarono però in buoni rapporti. Ancora nel 1896, durante l’ultimo viaggio di Butler in Sicilia, si incontrarono per visitare insieme luoghi “omerici” dei paraggi.
Delle ipotesi di Butler e Sugameli non resta molto, anche se a intervalli regolari vengono rispolverate e riproposte in tentativi più campanilistici che scientifici.  Nessuno dei due autori, del resto, era un vero filologo. Il lavoro del Sugameli resta però ancora apprezzabile soprattutto per la sua volontà di proporre idee non succubi a quelle del ben più illustre Butler, e per la riscoperta della storia trapanese e dell’importanza, nell’Ottocento affatto scontata, riconosciuta al ruolo dei Fenici (altra cosa che irritò Butler)
Bibliografia:
http://www.trapaninostra.it/libri/La_Koine_della_Collina/Paceco_03/Paceco_03-03.pdf


Scheda Bibliografica:
Sugameli Pietro
Origine trapanese dell’Odissea secondo Samuel Butler. Dimostrazione critica di Pietro Sugameli .
Trapani, Tip. Fratelli Messina& C., 1892
In 8°(14,5 x 21,5); pagine 66. Brossura editoriale a stampa, nota omaggio dell’autore alla copertina.