L’uomo alla moda

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Gherardo Nerucci, 1864

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Descrizione

Nerucci Gherardo
L’uomo alla moda carattere del tempo nostro Schizzo eroicomico delineato da Gherardo Nerucci da Pistoia
Firenze Stamperia sulle Logge del Grano 1864
In 16°(18,5x 12); pagine 75, brochure editoriale a stampa.

Gherardo Nerucci
(Pistoia, 18 maggio 1828 – Montale, 30 dicembre 1906)
Avvocato e storico italiano. figlio di un funzionario di dogana e della marchesa Elisabetta Nicolini, nel 1844 si iscrisse ai corsi di diritto dell’Università di Pisa, dove venne in cotatto con numerosi studenti greci e con gli ideali del panellenismo, che lo avvicinarono alle idee risorgimentali.  partecipò alle battaglie di Curtatone e Montanara col battaglione universitairo pisano. Laureatosi in diritto nel 1849, lavorò presso uno studio legale di Roma. Partecipò alla sollevazione popolare contro Leopoldo II e collaborò a numerose riviste dell’epoca, insegnando al Ginnasio di Pistoia e nella scuola rurale di Montale, da lui stesso promossa. Si interessò di folclore e di curiosità storiche locali. Dopo il suo matrimonio con l’inglese Fanny Carolina Chambers si ritirò nella sua villa in campagna, rinunciando anche all’insegnamento nel collegio Cicognini. Il suo lavoro più celebre fu Sessanta novelle popolari montalesi, sedici delle quali furono adattate da Italo Calvino nel suo Fiabe Italiane.
Fu cultore appassionato della lingua gerca antica e moderna fin dai tempi dell’università. A lui si devono traduzioni di Anacreonte e di Esopo. Convinto anticlericale, fondò una scuola laica a Montale per adulti e ragazzi, dove insegnò gratuitamente. La scuola rimase aperta per almeno quindici anni. Fu anche tra i più attivi esponeneti della massoneria pistoiese, partecipando alla Costituente massonica di Firenze del 1864.
L’uomo alla moda, opera iniziata nel 1850, riscritta nel 1859, fu pubblicata solo dopo l’Unità d’Italia. Vi rappresnta in chiave ironica e caricaturale il demi-monde dei salotti fiorentini. All’amico Comparetti scrisse che quel lavoro: non vuol essere riguardato come una pura bizzarria, uno scherzo scipito; ha uno scopo morale..

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