Niccolò Puccini a Scornio

50,00

Arturo Linaker, 1899

1 disponibili

COD: 240 Categoria: Tag:

Descrizione

Linaker Arturo
Niccolò Puccini, la sua villa di Scornio, i suoi amici (con documenti inediti), discorso di Arturo Linaker pronunciato il 24 giugno 1899 al Ponte Napoleone in occasione del primo centenario della nascita di Niccolò Puccini
Pistoia, Tipografia G. Flori, 1899
Opuscolo in 8°( 24 x 16); pagine 54;  alcune immagini nel testo illustrano villa e giardino. Brossura editoriale con autore e titolo in copertina

Niccolò Puccini (Pistoia, 10 giugno 1799 – Pistoia, 13 febbraio 1852) è stato un filantropo e mecenate italiano. Intellettuale e convinto liberale, fu amico di letterati, artisti e patrioti. Alla sua morte destinò tutti i suoi averi per l’istruzione di orfani e bisognosi. Per una sua malformazione fisica veniva chiamato “il gobbo Puccini”, come risulta anche dalle carte della polizia granducale che lo teneva sotto controllo per le sue idee risorgimentali. Scorrendo i rari carteggi della Raccolta Puccini che si conservano allaBiblioteca Comunale Forteguerriana di Pistoia è facile imbattersi in pagine commosse simili a quella del bibliotecario fiorentino Innocenzo Giampieri, che nel 1838 si rivolgeva con queste parole commosse all’amico Niccolò Puccini, impegnato già da molti anni nell’allestimento del giardino romantico intorno alla sua villa di Scornio, alle porte di Pistoia, impresa alla quale avrebbe continuato a dedicarsi per tutto il resto della sua vita. Le memorie intrise di umori romantici del Giampieri mantengono intatta la suggestione di quei luoghi e appaiono tanto più preziose oggi che del grandioso parco del Puccini non rimangono che isolati e maliconci frammenti. La perdita o la manomissione di numerosi monumenti, il gravissimo degrado di altri, l’edilizia che ha selvaggiamente invaso alcune zone del giardino e lo stato frammentario dell’intero territorio hanno gravemente compromesso infatti il complesso disegno del Puccini: non è più possibile ricostruirne l’originaria organicità, se non attraverso uno studio storico-documentario che consenta una migliore lettura di quello che rimane, cercando per quanto possibile di risalire alla planimetria ed alle forme originarie degli edifici e dei monumenti del parco, interpretandone i messaggi educativi, politici e pedagogici espressi talvolta in modo manifesto, ma più spesso nella lingua criptica ed esoterica dei giardini filosofici. Ottima copia con minimi segni del tempo.