Opere di Pietro Giordani

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Milano, 1854-62

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COD: 2684 Categoria:

Descrizione

Giordani Pietro
Opere di Pietro Giordani. Epistolario (7 volumi), seguono Scritti editi e postumi Pubblicati da Antonio Gussalli (6 volumi), segue Appendice alle opere di Pietro Giordani (1 volume)
Milano, Borroni e Scotti, Sanvito, 1854-1862
Quattordici volumi  in 16° (12 x 18,5); i primi sette volumi contengono: l’EPISTOLARIO, i successivi sei contengono: SCRITTI EDITI E POSTUMI (1854-1858), il quattordicesimo volume contiene: APPENDICE (1863 alla copertina ma 1862 al frontespizio pubblicato a Milano da Francesco Sanvito;  pagine 390, (2); 424, (2); 418, (2); 425, (3); 434, (2); 416, (2); 276, (2); XXXVII, (1), 369, (3) + 2 tavole fuori testo: ritratto di Pietro Giordani disegnato ed inciso da G. Silvani e della bella carta calcografica più volte ripiegata raffigurante il Foro Bonaparte; 398, (2); 434, (2); 395, (1); 439, (1); 419 (errata 119), (1); 532, (4). Opera in prima edizione completissima delle opere del letterato Pietro Giordani molto rara a reperirsi completa del quattordicesimo volume uscito 5 anni dopo; ancora più difficile da reperirsi nelle sue originarie brossure editoriali uniformi, con occhietti e frontespizi all’inizio di ogni volume.
Pietro Giordani (Piacenza, 1º gennaio 1774 – Parma, 2 settembre 1848), entrato nell’ordine benedettino nel 1797, lo abbandonò nel 1800 poco prima dell’ordinazione. Prosegretario dal 1808 all’Accademia di belle arti di Bologna, lasciò l’ufficio e la città nel 1815, quando vi fu restaurato il governo pontificio. Si trasferì quindi a Milano, dove, per la fama di elegantissimo prosatore già conseguita, fu condirettore della Biblioteca italiana, di cui scrisse il Proemio. Nel 1818 si ritirò a Piacenza. Per avere usato, in un suo scritto, espressioni considerate irriverenti nei confronti della duchessa Maria Luisa, nel 1824 fu esiliato. Si stabilì quindi a Firenze, dove la sua fama si consolidò, irradiandosi dal circolo di G. P. Vieusseux. Nel 1830 si stabilì a Parma, dove nel 1834 subì una breve prigionia politica. Nelle sue opere prestò maggior attenzione allo stile, sempre molto ricercato, che al contenuto, spesso considerato poco più che un pretesto. Fu tra i primi ad intuire il genio poetico del giovane Leopardi, che visitò a Recanati nel 1818 e che confortò con i propri consigli. Segni del tempo minimi, qualche leggera fioritura è ottima opera.