Il cimitero dei consorti

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Il cimitero dei consorti, di Tito Zanardelli

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Descrizione

Zanardelli Tito
Il cimitero dei consorti
Milano Francesco Barbini Editore 1872
Fascicolo in 16°(15 x 10); pagine 96. Brossura editoriale illustrata. Ottima copia con minimi segni del tempo.

Importante e rarissima opera di autore oggi dimenticato o ricordato solo per i numerosi studi filologici pubblicati dopo il suo ritiro dalle attività politiche come socialista anarchico e precursore delle lotte sindacali. Nonostante la sua intensa attività politica, di lui è difficile oggi reperire anche i principali dati biografici.
Nacque a Vittorio Veneto nel 1848. I suoi familiari erano attori itineranti che davano dimostrazioni mnemoniche e diffondevano il Vangelo. Rimase molti anni a Napoli, seguace del Mazzini e diventando, nel 1869, editore del Gazzettino del Popolo.
Nel 1871 Zanardelli entrò a far parte dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (IWA) e della redazione de Il Motto d’ordine. Nel gennaio 1872 fu uno dei fondatori a Napoli della rivista internazionalista La Campana. Nell’agosto del 1872 partecipò al congresso costitutivo della Federazione Alta Italia dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (FIAIL: sezione italiana del nord dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori) a Rimini, poi fu attivo a Venezia dove lui e Pietro Magri co-fondarono la federazione locale dei lavoratori. Operò a Trieste, in Austria-Ungheria e a Roma, dove ha lavorato con Osvaldo Gnocchi-Viani nell’organizzazione e nella propaganda internazionale.
Zanardelli preparò un almanacco da stampare all’inizio del 1873 che forniva le biografie di illustri personaggi dell’Internazionale che erano morti, disposti in ordine alfabetico. Fu uno dei contributori alla serie di biografie di comunardi apparsi su La Plèbe tra il 1873 e il 1876. Queste erano spesso celebrazioni fantasiose degli atti rivoluzionari in stile elegiaco. Nel marzo 1873 partecipò al Congresso FIAIL a Bologna, dove fu eletto alla commissione di Propaganda. Rientrato a Roma si attivò nell’organizzazione di lavoratori edili. Fu arrestato, ma rilasciato su cauzione e nel 1874 emigrò in Svizzera.
Nell’agosto del 1874 Zanardelli partecipò alla conferenza di Ginevra della Gilda delle Lega Universale dei Lavoratori. Si stabilì a Lugano. Con Lodovico Nabruzzi fu uno dei principali redattori dell’Agitatore. Nel novembre del 1875 Zanardelli, Nabruzzi e Joseph Favre fondarono la sezione IWA del Lago di Lugano. Da allora si orientò a supportare metodi di azione legali che favorissero il cambiamento. Zanardelli e Nabruzzi pubblicarono il loro Almanacco del proletario per l’anno 1876 in cui criticavano l’insurrezione del 1874. Durante una conferenza stampa organizzata dalla sua sezione nell’aprile del 1876, Zanardelli parlò a favore della lotta per la riforma elettorale.
Nel 1876 Zanardelli si trasferì a Parigi e si unì alla cerchia di Andrea Costa. Nel settembre del 1877 partecipò al Congresso Universale di Gand, dove sostenne i metodi legali e si oppose all’insurrezione. Contribuì alla rivista Égalité, che promuoveva il punto di vista secondo cui i lavoratori potevano e dovevano usare il voto per promuovere i propri interessi, respingendo la visione più estrema secondo cui i partiti politici stavano solo ingannando i lavoratori. Fu arrestato di nuovo nel marzo del 1878 insieme a Costa e ad altri, ed espulso dalla Francia. Si è trasferì a Londra, dove riunì alcuni italiani in una cerchia di studi sociali, in seguito divenuta un club internazionale di studi sociali. Il 3 novembre 1879 parlò a un incontro di protesta organizzato dal club tedesco contro l’arresto in Germania degli anarchici Just e Kaufmann. Nel 1879 pubblicò un nuovo documento, il Bollettino socialista rivoluzionario. Quindi tornò segretamente a Parigi, dove si unì al gruppo guidato da Amilcare Cipriani. Nel dicembre 1880 partecipò al Congresso Faiail a Chiasso, dove sostenne la posizione anti-legale di Carlo Cafiero. Sospettato di essere un agente provocatore, tornò in Francia.
Nel 1882 tornò in Italia per sostenere la candidatura di Cipriani, ma fu nuovamente arrestato e ancora una volta sospettato di essere un informatore della polizia.
decise di lasciare la lotta socialista e anarchica e si trasferì a Bruxelles, dove si dedicò esclusivamente a studi linguistici filologici. Scrisse molti saggi sui toponimi e divenne professore di tecniche mnemoniche. dedicò due sonetti in francese a Giovanni Pascoli.
Nel 1891 fu editore di Langues & Dialectes, una rivista filologica trimestrale.