Nozze Pierleoni – Corbucci

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Scipione Lapi, 1887

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Descrizione

Lapi Scipione
Contratto stipulato dal Notaio Gentile Buratti con il quale Luca Signorelli vende a Ser Vincenzo di Maffeo di Bartolomeo di Onofrio una vigna ricevuta da Francesco di Giovanni d’Antonio da Città di Castello come parte di prezzo della Tavola da lui dipinta per l’Altare di S. Agostino.
Città di Castello, Stab. S. Lapi, 1887
Nuptialia molto particolare: trattasi di una busta intestata ove è stampato in rosso “1 Febbraio 1887 Nozze Pierleoni – Corbucci” ; la busta contiene un foglio più volte ripiegato,  cm. 38 x 48 che riproduce il “Contratto stipulato dal Notaio Gentile Buratti con il quale Luca Signorelli vende a Ser Vincenzo di Maffeo di Bartolomeo di Onofrio una vigna ricevuta da Francesco di Giovanni d’Antonio da Città di Castello come parte di prezzo della Tavola da lui dipinta per l’Altare di S. Agostino”. Il testo è in latino e alcune lettere sono stampatre in rosso. L’omaggio è frutto dell’ingegno di Scipione Lapi (1847-1903), illustre tipografo ed editore tifernate, che dette molto alla città, alla valle e alla cultura italiana. Come ingegnere – si laureò ingegneria a Pisa – progettò strade (su tutte, insieme al collega Italiano Bezzi, quella da Città di Castello ad Apecchio), la Villa De Cesare e altri importanti interventi urbanistici nel centro urbano (l’allargamento di via XI Settembre presso l’odierna piazza Magherini Graziani, il trasferimento della pinacoteca e biblioteca comunale a San Filippo). Ma, soprattutto, insieme all’ing. Leopoldo Gigli progettò il tracciato della Ferrovia Appennino Centrale, che da Arezzo solcava la valle in direzione di Fossato di Vico. Né si limitò a questo; fu tra i più convinti assertori della ferrovia, che rompeva finalmente l’isolamento dell’Alta Valle del Tevere, e ricoprì l’incarico di segretario del comitato promotore. In quegli anni Lapi era anche professore di matematica nella Scuola Tecnica. Resistette fino al 1891, quando il carico di impegni lo indusse a dimettersi. Infatti nell’ultimo decennio del XIX secolo lo elessero sia consigliere comunale che provinciale. Si distinse anche in ambito culturale e ricreativo: partì da lui l’idea di fondare in città il Circolo Tifernate, che presiedette per alcuni anni. L’ambizione dei promotori era quella di arricchire la vita sociale e culturale locale, a quell’epoca assai floscia. Un uomo tanto dinamico accompagnò per mano la crescita di Città di Castello nell’ultimo trentennio dell’Ottocento. Ottima copia con minimi segni del tempo.